A guardarle così, con l’agrumeto alle spalle in una mattina di sole di marzo, che ti sorridono di un sorriso ampio e accogliente, pensi che queste due donne siano cresciute su un albero di aranci, così calde e dissetanti.

Ti accolgono al cancello e ti dicono “andiamo a fare una passeggiata?” tu non lo sai ma mentre cammini le arance, i limoni e i pompelmi ti rinfrescheranno la fronte e tu ascolterai una storia che profuma di sole.

Irene con Laura e Francesca

Irene con Laura e Francesca

La Terra degli Ori è una storia di storia, di oro, di famiglia, di affetti e di sogni, di scoperte e di intuizioni.

Il nuovo aranceto

Il nuovo aranceto

Laura e Francesca profumano del sole del Metapontino che le ha viste crescere estate dopo estate quando le famiglie si spostavano nella casa di campagna da giugno a settembre.

Questo posto è casa, questo posto sono io. Nella mia vita – mi dice Laura guardandomi negli occhi con i suoi occhi scuri – ci sono stati solo due anni in cui sono rimasta lontana da qui: quando sono nata e quando è nato mio figlio. Per il resto, questo posto mi ha vista cambiare di anno in anno”

Laura

Laura

Laura, Francesca e Gianfranco. Tre cugini, un’azienda agricola per la quale nonno Ciccio lascia il lavoro da commerciante di grano e si dedica alla coltivazione del tabacco. Ci sono ancora le case dei ‘tabacchieri’ a guardare l’agrumeto, case in cui si viveva con poco, raccogliendo le foglie e poi infilandole sui fili di nylon a seccare.

Nei pomeriggi noiosi e caldi dell’estate del Mediterraneo Laura e Francesca giocano a fare le tabacchiere, anche loro, a infilare foglie con gli aghi, giocano con la terra, vivono libere.

La casa dei tabacchieri

La casa dei tabacchieri

“Siamo cresciute qui, vicine alla terra, abbiamo conosciuto le famiglie di operai che venivano per le raccolte, abbiamo mangiato la ‘pasta della trebbia’ quando si preparavano chili e chili di pasta per tutti. Nonno Ciccio riconosceva ogni tipo di pasta, la riconosceva sotto i denti, quando era pronta e condita e dei suoi viaggi in Campania portava l’esperienza della farina, diceva che la pizza qui non era pizza. Così siamo cresciute, nel rispetto del grano e della terra

Tra i fiori

Tra i fiori

Gianfranco, Laura e Francesca studiano, diventano professionisti, si sposano, mettono al mondo altri figlia della terra che d’estate giocano con le formiche e le lucertole, con l’erba e con la polvere e bisogna lavarli da capo a piedi la sera prima di metterli a dormire al riparo dalle zanzare, quando tornano, figli della polvere.

“I nostri papà, come aveva fatto nonno Ciccio, hanno lasciato i loro lavori da professionisti e impiegati per curare questo terreno così fertile e poi è arrivato il nostro turno, quando abbiamo avuto la possibilità di provare a rinnovare l’azienda. Dal tabacco di nonno fino al grano e alle arance dei nostri genitori si praticava un’agricoltura dispendiosa di risorse e di metodi antichi, ma io, Laura e Gianfranco abbiamo scelto di portare avanti un’agricoltura di lotta integrata, abbiamo messo a punto un sistema di fertirrigazione a gocciolamento, abbiamo espiantato il vecchio agrumeto per piantare nuovi aranci”

L'ultima arancia

L’ultima arancia

Durante le operazione di sradicamento dell’agrumeto la terra parla, parla una lingua antica, la lingua dei greci che hanno abitato la piana di Metaponto, mentre si scava e si rivolta la terra viene fuori un orecchino d’oro a navicella con tre pendenti, la Terra degli Ori si svela in tutta la sua imponente bellezza. La Terra degli Ori benedice quei tre ragazzi con un dono prezioso: un monile con tre pendenti, uno per ciascuno di loro.

Immaginiamo il tempo come una linea retta, che nasce e si sviluppa in maniera più o meno lineare, ma il tempo è una clessidra che gira su se stessa, il tempo è una spirale che torna a raccontare del passato, dentro gli aranci e i limoni e i pompelmi scorre l’oro degli antichi.

Quartetto di limoni

Quartetto di limoni

Scorre la sapienza e la nobiltà d’animo di chi ha vissuto la terra, i bambini greci hanno calpestato la stessa terra sabbiosa dei figli dei tabacchieri, Francesca, Laura e Gianfranco si sono impolverati e hanno giocato con le formiche così come i loro figli continueranno a rincorrere le lucertole, inconsapevoli dell’oro che li nutre mentre affondano i denti nella polpa succosa di una Navel.

Terra degli Ori

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