Che cosa determina gli avvenimenti di una vita? Quale ordine, se c’è un ordine, decide dei nostri destini?

Il viso di Paride è una domanda, una continua domanda sottesa al racconto della sua vita. E di quella di sua madre. E di quella di suo fratello. E di suo nonno. Racconta, Paride, ma in realtà ti sta chiedendo di capire qual è il disegno tracciato intorno alla sua terra nera di vulcano. Intorno alla Terra dei Re.

Paride e Irene

Paride e Irene

Nonno Peppe, settimino salvato appena nato grazie ad un bagno nel vino caldo, proprietario di vigne e grande commerciante di vino, che vende tutto per salvare le proprietà di suo genero e dare un futuro a sua figlia.

Mamma Carmela, la cantiniera, cresciuta a pane e aglianico che non si dà pace e non si rassegna ad allontanarsi dall’uva.

Peppe, il fratello, ‘amico geniale’ di Paride, che lo trascina a vendemmiare di notte per produrre un vino più profumato, Peppe che decide di piantare il Pinot Noir a casa dell’Aglianico, Peppe che se ne va all’improvviso e senza dire niente, lascia solo un appunto: “la presenza del vitigno Pinot Nero è attestata già nei primi anni dell’800” un appunto trovato per caso. Ancora, il caso.

“Io e Peppe eravamo proprietari di cinque negozi di elettrodomestici distribuiti in tutta la Basilicata e di due centri di assistenza per telefonia mobile, un giorno un amico mi dice che c’era una piccola vigna di Aglianico in vendita e io ho pensato ‘ma sì, la mia famiglia ha sempre coltivato, divertiamoci un po’ con il vino. Papà in quel periodo aveva dismesso anche la piccola vigna di famiglia ma quando era produttiva, papà curava le piante e mamma faceva il vino”

Imbottigliamento

Imbottigliamento

E se nelle vene ti scorre il vino invece del sangue, non puoi non cedere al canto degli acini. E così vigna fu, con produzione e imbottigliamento in cantina sociale.

Ma i pampini e i tralci si attorcigliano ad ogni cosa, non ti lasciano in pace, la pianta della vite è forte e testarda e deve vincere sopra ogni cosa, la benedizione del vino si deve compiere, forse per questo arriva una nuova proposta per Paride.

“Paride, c’è una cantina con vigna in costruzione, i due soci che l’hanno progettata hanno litigato. Te la vuoi prendere tu?” “Miché, ma tu stai scherzando?! Ma io faccio il vino per divertirmi! Ma io tengo a che pensare tutto il giorno, tutti i giorni. La famiglia, i negozi…”

Gli uffici

Gli uffici

La casualità partorisce le occasioni e le persone costruiscono i destini.

Carmela sangue di vino sente il richiamo e tutti i giorni dice a Paride

“io mi vendo pure i vestiti che tengo addosso per comprare quella vigna, dobbiamo tornare a fare il vino” “Mamma ma stai scherzando?!” ma Carmela è una donna di lava e non si ferma neanche davanti alle pietre, chiama Peppe tutti i giorni “Peppe, vedi se lo convinci a Paride…”

E così Paride a 40 anni vende i negozi ai suoi dipendenti e Peppe a 45 anni si iscrive alla facoltà di agraria. E comprano la vigna, e la cantina in costruzione. E la tirano su prima che Carmela muoia.

“Vedi, a un certo punto, quando dovevamo decidere se acquistare la vigna e tornare a fare il vino io sono diventato consapevole di una verità e cioè che io non realizzavo nulla. Io compravo un prodotto già fatto e lo vendevo. La mia abilità consisteva solo nell’essere un tramite di oggetti, niente di vivo passava tra le mie dita. Iniziare a produrre vino significava invece trasformare un prodotto, avere a che fare con un organismo vivente, una parte della natura che vive anche quando è lontana dalla pianta madre, perché gli acini quando sono nel tino fermentano, mica muoiono”.

La potatura

La potatura

La Cantina Terra dei Re inizia a produrre aglianico ma a Peppe non basta, sente che di notte la vigna profuma, come le donne, cha lasciano il loro profumo sul cuscino al mattino, e allora sveglia Paride e lo porta a raccogliere e i grappoli di notte ma una volta in cantina il profumo scompare. È come fermare il profumo delle donne che ti passano accanto per strada. Ci sono voluti quattro anni prima di capire come fare a fermare il profumo della vite, quattro anni di corteggiamento per fermare il profumo dell’aglianico.

L’ultima sorpresa di Peppe arriva prima della sua partenza: nel 2013 Peppe dice a Paride “l’anno prossimo dobbiamo produrre un Pinot Nero in purezza dalle vigne che abbiamo piantato e che finora abbiamo usato per ammorbidire l’Aglianico”.

Dolce attesa

Dolce attesa

Dopo poco Peppe muore all’improvviso e Paride unisce due annate di Pinot Nero per accontentare la volontà del ‘fratello geniale’ e nel suo computer trova un’ intervista che aveva rilasciato in cui diceva “troviamo traccia del vitigno (Pinot Nero) in Basilicata sin dagli inizi dell’Ottocento “.

Paride ricomincia a cercare, Peppe lo ha svegliato di nuovo nel cuore della notte, segue la traccia di Peppe e cerca la storia dei vitigni della sua terra e scopre che in realtà il Pinot Nero è un vitigno autoctono da cui discende l’Aglianico: non è come pensiamo, il Pinot non parte dalla Francia per arrivare nel Sud d’Italia, è proprio il contrario! Il Pinot risale la corrente e porta il calore del Sud al Nord…

Tralci di vite

Tralci di vite

Tutto accade per caso, nulla è per caso.

Nel 2015 durante il Vinitaly viene presentata una ricerca promossa dall’ALSIA Basilicata: Basivin Sud, Paride ci va così, per sentire cosa dicono i lucani sui vini lucani, e cosa dicono le ricerche? Che il Pinot Nero è un padre dell’Aglianico: Peppe, ancora una volta, aveva indicato la strada. A Paride il compito di infilare le scarpe e camminare.

Il 7 aprile 2019 Paride è stato premiato durante il Vinitaly con la Medaglia Cangrande “Benemerito della Vitivinicoltura Italiana” con le motivazioni legate agli studi sulle produzioni di vini sostenibili. Per la ricostruzione storico-archeologica sulla viticoltura e la valorizzazione del Pinot Nero Lucano.

Terra dei Re

Via Monticchio S.S. 167 km 2,7
85028 Rionero in Vulture (PZ)
terradeire.com
terradeire@terradeire.com
+39 0972 725116

Foto gentilmente concesse da Vito Chiancone